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NUCLEO TECNICO OPERATIVO

PROTEZIONE CIVILE

 NTO Protezione civile

DIPARTIMENTO DI PROTEZIONE CIVILE NAZIONALE | PROTEZIONE CIVILE REGIONE TOSCANA

IL NUCLEO TECNICO OPERATIVO (NTO)

Il Nucleo Tecnico Operativo (NTO) di Protezione Civile IUVAS è uno strumento che intende fornire supporto e supervisione tecnica alle diverse fasi componenti la gestione dell’emergenza. In relazione a quest’ultima, è possibile suddividere l’attività di volontariato tra attività ordinarie, eseguite in contesto pre-emergenziale e attività straordinaria, durante e a seguito di una emergenza. Per ognuna di esse, il Nucleo Tecnico Operativo si propone di configurare dei protocolli operativi di indagine. Si propone di seguito un programma di intenti suddiviso per le diverse fasi precedentemente descritte.

 

Contesto pre-emergenziale. Tale contesto si configura come quello di riferimento della maggior parte delle attività. E’ noto come, nella gestione dell’emergenza, la prevenzione giochi un ruolo fondamentale nella capacità di sistemi e sotto-sistemi di attenuare gli effetti indotti da un evento inatteso. 

 

Se, almeno a livello teorico sia stato fatto molto per garantire a livello territoriale la redazione dei piani di protezione civile all’interno dei piani urbanistici ai diversi livelli territoriali, questo si riduce spesso ad un mero obbligo normativo vissuto come tale e senza effettive ed efficaci ricadute sul territorio. Anche dove lavorato coscientemente, il lavoro condotto non permette di valutare ambiti specifici di dettaglio, quali i contesti dei singoli quartieri o delle aree di limine, al confine tra aree amministrative differenti. 

 

L’attività del Nucleo IUVAS, grazie alle competenze tecniche dei propri volontari, si prefigura di portare avanti un programma di revisione dei piani vigenti a livello comunale o sovra-comunale, mettendo in evidenza le criticità e proponendo possibili soluzioni migliorative. Allo stesso tempo, il Nucleo può lavorare su aree di dettaglio o sulle zone di confine, con un intento finalizzato a superare le attuali criticità di tali sistemi. Tale approccio richiede necessariamente di considerare visioni multi-rischio in grado di accogliere competenze interdisciplinari coinvolgenti e integranti diverse fonti di rischio, da quelle naturali a antropiche. 

 

Per quanto riguarda le attività di volontariato, la disciplina italiana sulla sicurezza (D.Lgs 81/08 e smi) non approfondisce tale tematica, rimandando ad una valutazione dei rischi non esplicita da parte delle associazioni. Tale valutazione coinvolge necessariamente la formazione e l’informazione dei volontari che sono chiamati ad operare. Ciononostante, in questa aleatorietà, viene tutto demandato alle associazioni stesse. L’attività del Nucleo, data la presenza di operatori tecnici al loro interno, si configura nella attività di formazione e informazione dei volontari della propria e di altre associazioni di volontariato che operino nel settore dell’emergenza. 

 

Fase Preventiva

  • revisione, adeguamento ed integrazione dei piani di Protezione Civile locale ed interlocale.

  • attività informativa sulle modalità di salvaguardia della collettività e del patrimonio edilizio.

  • attività informativa sulle buone norme per la prevenzione dei rischi emergenziali.

  • attività informativa riguardo le procedure di prevenzione e sicurezza delle associazioni e dei volontari di Protezione Civile 


Fase Emergenziale.
Il Nucleo Tecnico si propone di operare in una attività di supporto a quella che è la macchina della Protezione Civile in fase emergenziale. Nonostante l’attività preparatoria della fase preventiva, durante l’emergenza è spesso necessaria una pianificazione e una programmazione delle operazioni in un contesto caotico e di confusione. Date le professionalità tecniche del Nucleo IUVAS, l’attività di
 volontariato propone un supporto tecnico-operativo al coordinamento di quelle che sono le associazioni di volontariato operanti sul territorio. In tale modo si cercherà di diminuire l’onere della Protezione Civile in primis durante i momenti più caldi a seguito del triggering, permettendo una distribuzione ragionata dei volontari sul territorio. 

 

Tale attività di coordinamento permetterà di far sì che i volontari non ostacolino le operazioni di soccorso, rendendosi piuttosto utili in maniera capillare anche in quei contesti di minore allerta, anche solo per fornire indicazioni circa buone pratiche da mantenere o informare la cittadinanza. Allo stesso modo, l’attività di IUVAS riguarderà in prima battuta la pianificazione delle procedure di prevenzione e sicurezza delle associazioni che operano nel contesto emergenziale; in seconda battuta, l’osservazione diretta e la vigilanza in-situ circa le operazioni di volontariato delle diverse associazioni. 

 

Ancora, dato il profilo tecnico dei professionisti operanti nel Nucleo, l’attività di IUVAS potrà riguardare attività di censimento, schedatura e rilevamento dei danni a cose, persone o cose attraverso metodologie condivise. Tra queste si citano le schede AEDES, per cui alcuni volontari IUVAS hanno già prestato servizio a seguito di eventi sismici sul territorio italiano. L’attività coinvolgerà ancora l’ispezione di beni, opere, infrastrutture, la formazione e informazione dei cittadini circa le buone pratiche da tenersi durante il contesto emergenziale.

 

  • supporto tecnico-operativo al coordinamento dell’attività delle associazioni di volontariato. 

  • osservazione e vigilanza sulle attività delle associazioni di volontariato in-situ durante l’emergenza mediante attività di sorveglianza delle procedure di sicurezza.

  • coordinamento e pianificazione della procedure di prevenzione e sicurezza delle associazioni e dei volontari che operano nel contesto emergenziale.

  • partecipazione alla redazione delle schede rilevamento danni (es. schede AEDES per il sisma) e censimento degli effetti dell’evento inatteso.

 

Fase Post - Emergenziale.
La fase post-emergenziale costituisce il momento della ripresa di funzionalità del sistema a seguito dell’evento calamitoso. Tale periodo, il quale, a seconda della gravità dell’emergenza può durare più o meno tempo, non può auspicarsi un mero ritorno alle condizioni di partenza, guardando piuttosto a un miglioramento del sistema stesso in un'ottica resiliente. Ripristinata infatti la funzionalità, la pianificazione del futuro richiede necessariamente: i) la riduzione del rischio che ha affetto l’asset; ii) il miglioramento dell’attività durante e post-emergenza. 

 

  • supporto per la pianificazione degli interventi di ricostruzione o adeguamento dei territori colpiti da criticità strutturali e costruttive

  • attività di supporto tecnico e scientifico agli enti preposti alla gestione del post-emergenza.

  • valutazione di possibili scenari emergenziali connessi all’alterazione del sistema originario pre-emergenziale

 

Prima ancora di giungere al primo punto citato, vi è chiaramente la necessità di tornare al ripristino della funzionalità del sistema. Quest’ultimo richiede la programmazione e la pianificazione degli interventi ricostruttivi o di adeguamento dei territori. In questa fase, il Nucleo Tecnico propone una attività di supporto, in dialogo tra cittadinanza e amministrazioni, ai fini di una pianificazione del ripristino funzionale che tenga in considerazione sia le necessità e le esigenze della società, sia le istanze tecniche e amministrative dei dirigenti. L’attività di supporto riguarderà anche un aiuto tecnico-scientifico verso quelli che sono gli enti preposti alla gestione del post-emergenza, attraverso l’analisi di casi specifici e la valutazione di scenari emergenziali alternativi a seguito di modifiche programmatiche progettuali sul territorio. 

A seguito di quanto citato, vi sono dunque le attività di riduzione del rischio e di aumento della resilienza in fase emergenziale. Il primo punto richiederà necessariamente una revisione sistematica delle analisi svolte alla luce delle evidenze dell’evento calamitoso, permettendo di stimare in maniera più opportuna determinati parametri della valutazione del rischio, dalla vulnerabilità, all’esposizione alla pericolosità delle aree di indagine. In tale modo, sarà possibile proporre scenari multi-hazard e multi-rischio per cui proporre interventi di mitigazione della vulnerabilità o riduzione della pericolosità e finalizzati a ridurre l’impatto calamitoso di eventi naturali e antropici. 

A fronte di questo, lo studio della gestione dell’emergenza durante un precedente evento permetterà ancora di valutare in maniera critica circa il funzionamento della macchina dell’emergenza, proponendo una revisione circa gli ambiti più potenzialmente più problematici emersi. L’attività del Nucleo Tecnico propone un supporto tecnico-scientifico di tutte queste fasi.

ADESIONE

Contatti: protezionecivile@iuvas.org 

Referente: Arch. Vieri Cardinali

DECR. DIRIG. CENTRO DIR. n. 8656 del 21-05-2021
REGIONE TOSCANA

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